Sudan

 

Una meta diversa contornata da deserti dove tutti non vogliono andare, dove tutti dovrebbero andare ma... dove pochi realmente vanno! Noi Vi portiamo nel deserto Sudanese, uno dei più affascinanti, dove dormirete sotto le stelle ad assaporare le mistiche notti desertiche. Passaggi in Africa, ricchi di emozioni solo con Vacanze Nel Mondo Enjoy Your Adventure

Un Viaggio Nel Deserto, indimenticabile, emozionante, unico e irresistibile... sotto le stelle!

 

SUDAN: Il meglio che il deserto può offrire!

ITALIA - KHARTOUM Partenza al Mattino con volo in coincidenza. In serata arrivo previsto all’aeroporto di Khartoum. Incontro con il nostro staff e trasferimento in hotel. Cena libera. Pernottamento.

GIORNI 2 - 3 - 4 PAESE BAGGARA E PAESE ZAWADA Partenza in 4x4 verso il sud attraverso la direttrice meno agevole che costeggia la valle del Nilo Bianco, le piste sono in cattive condizioni ma questo itinerario ci permette l’incontro con l’etnia Baggara (allevatori) e l’etnia Zawada. I Baggara sono musulmani, si pensa siano parzialmente discendenti delle tribù arabe che popolarono la regione soprattutto intorno al diciottesimo secolo. Appartenenti al gruppo arabo Juhayna che hanno la loro culla di discendenza nella lontana Libia, si spinsero verso il sud dove le piogge erano più abbondanti, attraverso le montagne di Marrah, il cui nome significa letteralmente “la gente dei bestiami”. Le donne Zawada indossano piccole collanine di perle o magnifici pendagli in metallo. Anche la strada che percorriamo, per incontrare e conoscere queste due etnie, è di notevole spicco. Infatti passiamo da un ambiente prettamente desertico, al bush africano. Pranzi a picnic, cene e pernottamenti al campo.

GIORNO 5 IL PAESE DEGLI SHILLUK Nella regione compresa tra Kaka e Malakal incontriamo l’etnia Shilluk. Essi appartengono ai Niloti, un tempo popolazioni nomadi provenienti dall’Egitto e successivamente insediatesi lungo le rive del Nilo come allevatori di bestiame, pescatori e contadini con sedi stabili, ovvero stanziali. Gli Shilluk, hanno sulla fronte una scarificazione simile, per il disegno, ad una collana di perle: questa indica la tribù di appartenenza. In questa zona il Nilo si dirama in una miriade di canali, dando origine ad una folta e rigogliosa vegetazione tipica dell’Africa Nera. Possibili saranno gli incontri con donne Datela, adornate con le loro vistose e colorate collanine di perle. Gli Shilluk vivono in grandi villaggi di capanne coniche ed entrambi i sessi si dividono il lavoro agricolo. La struttura sociale tradizionale è organizzata in clan familiari, raggruppati in tribù tra loro confederate. Un re ereditario e divino (reth), scelto tra i figli del re precedente, rappresenta l'eroe Nyikang, grande cacciatore e primo re, e simboleggia l'intero popolo, mentre i villaggi sono retti da capi eletti. Nella loro religione hanno un dio supremo e praticano il culto degli spiriti degli antenati anche se attualmente la maggior parte della popolazione ha adottato il cristianesimo Pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo.

GIORNO 6 I VILLAGGI DEL SUD EST I Nuba del sud est, conosciuti anche come “Gente di Kau” vivono su un territorio che si estende per circa 200 chilometri ad ovest dei Nuba – Masakin, dai quali si differenziano principalmente per l’utilizzo di un diverso dialetto ed, una volta, per l’arte di dipingersi il corpo. Questi Nuba, vivono arroccati su un gruppo montuoso che per secoli li ha riparati e protetti proprio dalla tratta degli schiavi. Sono stati conosciuti grazie al libro che s’intitola“People of Kau” della Leni Riefensthal, una delle più famose fotografe tedesche, regista di film (muti) con uno spiccato senso per l’estetica e la plasticità dei corpi, ispirata alle sculture classiche greche e romane, tanto che fu incaricata dal Fuhrer di documentare le Olimpiadi di Berlino del 1936. Questo libro fotografico narra il contatto che ebbe, intorno al 1970, prima con i Nuba Masakin e poi con questa particolare tribù che viveva più isolata nei villaggi di Kau, Nyaro e Fungor. Questo libro portò alla conoscenza del mondo gli antichi modi di vita e costumi di questa popolazione, la loro raffinata arte di dipingersi il corpo ed il viso (la body art), le loro lotte e le loro danze dell’amore. Oggi si può tranquillamente affermare che questo documento è unico a causa dei mutamenti antropologici, religiosi ed economici, avvenuti negli ultimi 35 anni , fra cui una guerra durata più di 25 anni (questa regione del Sudan è conosciuta meglio con il nome di Kordofan e questo nome l’hanno letto tutti sui giornali). Ora i Nuba di Kau non si pitturano più il corpo né girano nudi. Gli uomini portano tutti le gebellah e le donne sono avvolte in grandi foulard dai vivaci colori. Comunque nonostante i cambiamenti di costumi, la vita si svolge nell’identico modo di quello stampato nel libro come le ragazze che scendono agili dalle rocce portando sulla testa le fascine di legna o le calabasse. Pranzi a picnic, cene e pernottamenti al campo.

GIORNO 7 FASHODA Un importante incontro con il Re degli Shilluk, estremamente amato ed onorato dalla sua tribù. I villaggi adagiati in questa splendida regione, sono molto caratteristici, ed i loro abitanti estremamente cordiali ed ospitali. Anche il Nilo Bianco offre scenari di rara bellezza: scene di vita quotidiana lungo le sue rive per altro popolate da svariate specie di uccelli .Pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo.

GIORNO 8 TANGA Trattasi di una cittadina tranquilla adagiata oziosamente sul Nilo Bianco. Incontro con l’etnia Fallata, perennemente alla ricerca di acqua e verdi pascoli per le loro gigantesche mandrie. I Fallata sono estremamente orgogliosi di allevare bovini che in base alla grandezza delle loro corna rendono tangibile la loro possanza. Pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo.

GIORNI 9-10-11 LIRI – TALODI - KADUGLI ( il Paese Nuba)Incontri indimenticabili con le etnie dei Nuba – Masakin, che hanno costruito i loro deliziosi villaggi a ridosso di imponenti montagne granitiche. Le terre dei Nuba sono tra le più fertili del Sudan, anche un occhio poco attento non può non notare le falde delle montagne, a tratti accuratamente terrazzate che permettono, anche nella stagione secca, la coltivazione di: cipolle, tabacco, pomodori, arachidi, sesamo e della durra. Fra i Nuba si distinguono oltre cinquanta gruppi etnici, ognuno con un nome specifico, una lingua, una cultura ed una tradizione differente Anche le abitazioni presentano architetture diverse: alcune ricordano l’Africa australe, altre, invece, le regioni del Sahel. Nonostante la varietà di etnie questa gente ama definirsi con un nome solo, unico e orgoglioso: NUBA.

GIORNI 12 – 13 JEBEL HEIBAN In seguito alla pace del paese, i Nuba che si erano rifugiati nelle montagne, ritornarono ai loro villaggi per cercare di ricostruire le loro abitazioni, di recuperare le loro abitudini ed ovviamente, più profondamente, ricostruire e ritrovare la loro identità ancestrale. I Nuba, ora riconciliati, convivono pacificamente nonostante le differenti religioni. Pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo.

GIORNO 14 DILLING Lasciando i Monti Nuba, ci si dirige verso El Obeid. Pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo. 

GIORNO 15 EL OBEID –- IL PAESE FUR - KHARTOUM Incontro con l’etnia Fur, composta da allevatori, conosciuti per le loro grandi carovane di cammelli che portano verso il vicino Egitto. Una volta arrivati a destinazione, gli animali vengono poi venduti come carne da macello. Rientro a Khartoum nel tardo pomeriggio. Arrivo in hotel dove la stanza sarà a disposizione prima della partenza. Dopo cena, trasferimento all’aeroporto.

GIORNO 16 VOLO / ITALIA Partenza nella notte con il volo di rientro in Italia Arrivo in mattinata

 

SUDAN IL MEGLIO DEL DESERTO a